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Viaggiare in Moto: prevenire e gestire i problemi ad articolazioni e ossa.

Riassunto

L’estate chiama, la moto risponde. Non c’è un’altra stagione così “moto-turistica”: quando splende il sole cresce la voglia di vivere pienamente quella sensazione di libertà che solo le due ruote sanno regalare. Stare in sella, che si tratti di un lungo viaggio a più tappe o di piccoli spostamenti, alimenta una passione speciale. Ma, come sappiamo, la moto richiede cautela, e non solo per i rischi legati a eventuali cadute. Infatti, l’uso frequente o prolungato della moto può comportare problemi per le articolazioni, le ossa e i muscoli, in particolare a carico di collo, schiena, ginocchia e polsi, provocati da posture scorrette, vibrazioni prolungate e sovraccarichi muscolari.

L’estate chiama, la moto risponde. Non c’è un’altra stagione così “moto-turistica”: quando splende il sole cresce la voglia di vivere pienamente quella sensazione di libertà che solo le due ruote sanno regalare. Stare in sella, che si tratti di un lungo viaggio a più tappe o di piccoli spostamenti, alimenta una passione speciale. Ma, come sappiamo, la moto richiede cautela, e non solo per i rischi legati a eventuali cadute. Infatti, l’uso frequente o prolungato della moto può comportare problemi per le articolazioni, le ossa e i muscoli, in particolare a carico di collo, schiena, ginocchia e polsi, provocati da posture scorrette, vibrazioni prolungate e sovraccarichi muscolari.

 

Quali sono i principali rischi per il sistema muscolo-scheletrico per chi va in moto?

Proviamo a prendere in considerazione le aree del corpo più vulnerabili quando si viaggia in moto:

1) Il collo.
Spesso, in moto, manteniamo il collo in una posizione non naturale e lo esponiamo costantemente a vibrazioni e tensioni, soprattutto dovute al peso del casco, alla tensione muscolare necessaria a contrastare la spinta dell’aria e alla postura statica e prolungata. Questi elementi possono causare un sovraccarico muscolare, tensioni cervicali e rigidità e, nei casi più gravi, predisporre a traumi in caso di caduta.

2) La schiena.
Per chi viaggia in moto, la schiena, in particolare la zona lombare, è una delle aree più sollecitate. Mantenere a lungo la posizione seduta può mettere a dura prova la colonna vertebrale: la postura statica e il peso del corpo aumentano il carico sui muscoli e sulle vertebre lombari, rischiando di aggravare problematiche preesistenti come ernie o discopatie. Inoltre, la mancanza di supporto e l’esposizione continua alle vibrazioni possono contribuire a dare luogo a lombalgie, contratture muscolari, dolori acuti o cronici. Condizioni ancora più frequenti in mancanza di un’adeguata preparazione fisica.

3) Le ginocchia.
Le ginocchia rappresentano un punto debole dei motociclisti: rimangono piegate in modo statico, con un angolo spesso accentuato nelle moto sportive. Questa posizione può portare a dolori articolari, infiammazioni tendinee o problematiche cartilaginee, in particolare nelle persone che soffrono di artrosi o in caso di esposizione prolungata al freddo o all’umidità.

4) I polsi.
In moto, i polsi vengono sottoposti a un carico costante, dovuto all’appoggio del peso, e subiscono sollecitazioni continue dovute alla presa sul manubrio, alle vibrazioni e ai movimenti ripetitivi per il controllo di acceleratore e frizione. Tutto questo espone i polsi al rischio di sviluppare tendiniti, sindrome del tunnel carpale o infiammazioni ai muscoli flessori e estensori, in particolare per chi guida moto supersportive o con manubri rigidi.

Come prevenire problemi a schiena, collo, ginocchia e polsi quando si viaggia in moto?

Per ridurre rischi legati alla guida della moto e prevenire i disturbi più frequenti, è utile seguire alcuni semplici, ma efficaci accorgimenti:

 

    • regolare sella e manubrio: adattare la posizione di guida alle proprie caratteristiche fisiche è fondamentale per ridurre sovraccarichi e tensioni muscolari;
    • mantenere una postura corretta: ricordarsi di mantenere ginocchia e anche allineate, polsi non in tensione, schiena dritta e collo rilassato, evitando posizioni forzate;
    • soste regolari, soprattutto nei lunghi viaggi: ogni due ore è consigliato fermarsi, camminare e fare stretching per distendere le articolazioni e rilassare la muscolatura, riducendo il rischio di dolori e infiammazioni;
    • abbigliamento protettivo: è sempre importante indossare abbigliamento tecnico ergonomico e antivibrazione, casco integrale, guanti imbottiti, paraschiena, pantaloni e giacche con protezioni specifiche per spalle, gomiti, ginocchia e polsi.
    • se si parte per un viaggio lungo, è sempre meglio fare degli esercizi di stretching pre e post-guida, in particolare per collo, schiena e arti inferiori.

Un altro fattore chiave è curare la propria preparazione fisica in vista di un uso assiduo della moto, concentrandosi sul rinforzare i muscoli del core, della schiena, delle mani, delle spalle.

Per chi soffre di problematiche articolari o muscolari, è buona norma effettuare controlli periodici e, in ogni caso, una visita prima di intraprendere lunghi viaggi in sella.

Dopo un viaggio in moto, è normale sentire un lieve indolenzimento, ma se si trattasse di qualcosa di più, per esempio dolori o eccessiva rigidità, è sempre consigliabile consultare uno specialista per valutare la causa e correggere eventuali errori posturali.

 

Motociclisti e ortesi: un’alleanza efficace prima e dopo il viaggio.

Per chi ama viaggiare in moto, le ortesi rappresentano un valido supporto sia in fase preventiva sia per il recupero dopo traumi posturali o infiammazioni legate all’attività motociclistica.
Guardiamo in particolare quali ortesi possono supportare chi viaggia su due ruote:

1) Ortesi per il collo: i collari cervicali morbidi o semirigidi sono progettati per prevenire traumi gravi alla colonna vertebrale, limitando i movimenti estremi e proteggendo le vertebre cervicali in caso di caduta. Sono ideali anche per alleviare la tensione dopo viaggi lunghi o in caso di contratture cervicali.

2) Ortesi per la schiena: corsetti e fasce lombari semi-rigide offrono supporto alla zona lombare, riducono il carico durante la guida, aiutano a prevenire o contenere dolori da postura prolungata o da vibrazioni e garantiscono comfort anche nei viaggi più lunghi.

3) Ortesi per il ginocchio: tutori e ginocchiere forniscono stabilità articolare, alleviano il dolore in caso di infiammazioni e riducono il rischio di peggioramento in caso di artrosi o infiammazione dopo l’uso intensivo della moto, permettendo di continuare a muoversi in sicurezza.

4) Ortesi per il polso: i tutori per il polso sono utili sia per prevenire sia per trattare patologie come tendiniti e sindrome del tunnel carpale, dovuti a una guida frequente e intensa, poiché mantengono l’articolazione in posizione corretta e riducono le sollecitazioni.

La scelta delle ortesi da utilizzare deve, naturalmente, tenere conto di alcuni requisiti:

 

    • le ortesi devono inserirsi idoneamente nel sistema formato da corpo del motociclista, dall’ortesi stessa e dai dispositivi di protezione come il caso o le protezioni della giacca: se l’ortesi non consente la corretta posizione o la perfetta chiusura e aderenza del dispositivo omologato, la sicurezza non garantita (tanto che anche l’assicurazione può non rispondere);
    • consultare in caso di dubbi (e per ricevere informazioni precise) i tecnici dell’ortopedia in cui si acquista l’ortesi.

Puoi trovare qui le nostre ortesi, scegliendo la zona del corpo che più ti interessa:
https://www.tenortho.com/soluzioni/

Quando viaggiare in moto è bello anche per il corpo.

La moto assicura emozioni uniche, usarla con la giusta attenzione alla salute del corpo permette di godersi ogni viaggio pienamente. Bastano pochi accorgimenti per prevenire piccoli problemi o evitare che un semplice fastidio si trasformi in qualcosa di più serio: adottare una postura corretta, prepararsi fisicamente e utilizzare ortesi specifiche per collo, schiena, ginocchia e polsi può fare la differenza.

(Articolo a cura della redazione di Tenortho, con la supervisione del dott. Daniele Mazzoleni, medico chirurgo specializzato in Medicina Fisica e Riabilitativa.)

 

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