Riassunto
Dietro ogni taglio magistrale e ogni sfumatura perfetta si nasconde un impegno fisico silenzioso ma costante. Se la creatività è il motore di barbieri e parrucchieri, il corpo è il loro strumento principale: uno strumento che, tra ore in piedi e movimenti ripetitivi, rischia di logorarsi. In questo articolo esploriamo le sfide muscolo-scheletriche del settore e vediamo come la tecnologia delle ortesi Tenortho possa trasformarsi da semplice supporto a vero alleato del benessere professionale.
La maestria nella cura di barba e capelli fa i conti con il logorio fisico.
Recarsi da un barbiere o da un parrucchiere significa entrare in un mondo in cui regnano creatività, stile e cura della persona. Si tratta di luoghi in cui la maestria artigianale interpreta la visione estetica. Tuttavia, dietro la precisione di un taglio o la complessità di una colorazione, si nasconde una realtà fisica esigente e spesso sottovalutata dai clienti: l’impegno fisico del professionista.
Per ore e ore ogni giorno, barbieri e parrucchieri lavorano in piedi, in posture spesso fisse e incongrue, compiendo migliaia di movimenti ripetitivi con braccia, polsi e mani. Questo impegno costante può tradursi in un carico significativo sull’apparato muscolo-scheletrico. Proviamo a capire meglio le sfide fisiche di questa professione e offrire spunti per preservare la salute degli artisti dello stile.

Le battaglie quotidiane delle articolazioni superiori.
Il lavoro di barbieri e parrucchieri è basato sull’uso intensivo delle mani e delle braccia. La manipolazione di forbici, pettini, asciugacapelli e piastre richiede non solo precisione, ma anche forza e resistenza.
Alcune parti del corpo sono coinvolte in un’attività fisica incessante.
Mani, polsi e avambracci: i movimenti ripetitivi di taglio, lo sforzo nel tenere in tensione le ciocche e la pressione esercitata sugli strumenti possono portare a disturbi infiammatori. La sindrome del tunnel carpale, la tendinite di De Quervain (un’infiammazione dei tendini che muovono il pollice) e l’epicondilite (comunemente nota come “gomito del tennista”) sono rischi occupazionali concreti. Inoltre le vibrazioni e il calore di alcuni strumenti possono esacerbare questi problemi.
Spalle e collo: mantenere le braccia sollevate per lunghi periodi durante il taglio e l’acconciatura esercita una tensione costante sui muscoli del collo e delle spalle (come il trapezio e il sovraspinato). Questa postura statico-dinamica può portare a tensioni muscolari croniche, dolore e, a lungo termine, a condizioni come la sindrome da conflitto della spalla (shoulder impingement) e a problemi cervicali.

Il carico sulla colonna vertebrale e gli arti inferiori.
La posizione eretta prolungata è un altro pilastro fisiologico di questa professione.
Rimanere in piedi per ore, spesso su superfici dure e con scarpe non adeguate, produce un carico statico che si ripercuote su tutto il corpo.
Colonna vertebrale: la lombalgia (dolore nella parte bassa della schiena) è estremamente comunein chi esercita queste professioni. Mantenere la postura eretta richiede una contrazione muscolare costante, e l’aggiunta di lievi rotazioni o flessioni del busto per raggiungere l’angolazione perfetta per un taglio aumenta la pressione sui dischi intervertebrali. A lungo termine, questa condizione può accelerare i processi degenerativi della colonna.
Arti inferiori: la stasi venosa legata alla posizione eretta prolungata può portare a problemi circolatori, come insufficienza venosa e varici. Inoltre, il carico costante sui piedi può causare dolore (metatarsalgia, fascite plantare) e problemi alle ginocchia.
Prevenzione e supporto: costruire un benessere sostenibile.
In pratica, ci troviamo davanti a professioni altamente logoranti per l’apparato muscolo-scheletrico. Ma cosa si può fare?
La consapevolezza è il primo passo, ma l’azione è fondamentale.
Preservare la salute muscoloscheletrica richiede un approccio proattivo.
E alcune strategie sono sicuramente utili.
1) Ergonomia del salone: è fondamentale scegliere strumenti leggeri e bilanciati, poltrone regolabili in altezza per i clienti (che riducono la necessità per il parrucchiere di piegarsi o allungarsi eccessivamente) e tappetini anti-affaticamento.
2) Postura e tecnica: è importante adottare tecniche di taglio e acconciatura che riducano le posture incongrue e lo sforzo dei polsi.
3) Pause e stretching: è utile integrare brevi pause per riposare le braccia e i piedi e praticare semplici esercizi di stretching per collo, spalle, polsi e gambe durante la giornata lavorativa.
4) Calzature adeguate: non è da sottovalutare la scelta di scarpe comode, ammortizzate e che offrano un buon supporto plantare.


Le ortesi: un efficace supporto quotidiano.
In un percorso di prevenzione o riabilitazione, le ortesi possono svolgere un ruolo prezioso, non per limitare, ma per abilitare. Un’ortesi ben progettata non serve solo a “bloccare” l’articolazione, ma può essere uno strumento di supporto biomeccanico per ridurre il carico e la tensione durante l’attività lavorativa.
In sintesi, si tratta di dispositivi che si rivelano molto preziosi sia in un’ottica di gestione delle infiammazioni sia in una strategia di prevenzione.
Un tutore per il polso leggero e traspirante può offrire stabilità e compressione, riducendo la tensione sui tendini del tunnel carpale durante l’uso delle forbici.
Una fascia per l’epicondilite può aiutare a scaricare la pressione sui tendini dell’avambraccio.
Tenortho offre soluzioni che permettono di svolgere le proprie attività quotidiane, prendendosi cura della salute di muscoli, ossa, tendini, legamenti. Anche nel caso di barbieri e parrucchieri, le nostre ortesi possono rappresentare uno strumento di lavoro quotidiano che preserva da infiammazioni che rischiano di rendere il lavoro difficile, se non addirittura doloroso o impossibile.
Ci sono diverse ortesi per schiena, polso o gomito che rispondono alle esigenze di supportodi chi svolge queste professioni o mestieri che comportano sforzi e posture simili.
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(Articolo a cura della redazione di Tenortho, con la supervisione del dott. Daniele Mazzoleni, medico chirurgo specializzato in Medicina Fisica e Riabilitativa.)
