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La rizoartrosi e le sue conseguenze.

Riassunto

La rizoartrosi è una forma di artrosi che colpisce l’articolazione alla base del pollice, rendendo dolorosi anche i gesti più semplici come aprire un barattolo o girare una chiave. In questo articolo scoprirai cos’è, come riconoscerla dai suoi sintomi e quali sono le opzioni di trattamento disponibili, dalle terapie conservative alle ortesi specifiche, per continuare a vivere con la massima autonomia possibile.

Quando il dolore al pollice impedisce i gesti quotidiani.

La mano è lo strumento principale con cui interagiamo con il mondo. Tra tutte le sue parti, il pollice gioca un ruolo fondamentale grazie alla sua capacità di opporsi alle altre dita, permettendoci prese di precisione e di forza.

Ma cosa succede quando l’articolazione alla base del pollice inizia a consumarsi? In questo caso, parliamo di rizoartrosi, una forma di artrosi specifica che colpisce l’articolazione trapezio-metacarpale. Questa condizione, sebbene comune, può diventare invalidante, trasformando azioni banali in vere e proprie sfide dolorose.

Cerchiamo di capire meglio cos’è la rizoartrosi, come riconoscerla e, soprattutto, come gestirla per non rinunciare alla libertà di movimento.

Persona anziana che si stringe il polso con l’altra mano, evidenziando dolore articolare tipico della rizoartrosi
Ortesi Rhizofit Light TO2303 di Tenortho indossata su una mano, tutore leggero per la rizoartrosi

Cos’è la rizoartrosi e perché si manifesta.

La rizoartrosi è una patologia degenerativa cronica.
L’articolazione trapezio-metacarpale è una delle più sollecitate del corpo umano, agendo come una vera e propria “cerniera” per ogni movimento del pollice. Con il passare del tempo, la cartilagine che riveste le superfici ossee può assottigliarsi e consumarsi.

Senza il “cuscinetto” della cartilagine, le ossa iniziano a sfregare tra loro. Questo attrito provoca infiammazione, dolore e, progressivamente, la deformazione dell’articolazione stessa, con la formazione di piccoli speroni ossei chiamati osteofiti.

Sebbene l’usura sia un processo fisiologico legato all’invecchiamento, alcuni fattori aumentano il rischio di sviluppare la rizoartrosi:
– età e sesso: è un disturbo più frequente dopo i 50 anni e colpisce prevalentemente le donne, specialmente dopo la menopausa;
– attività ripetitive: lavori manuali o hobby che richiedono l’uso costante della “pinza” tra pollice e indice (come scrivere, cucire o usare il computer) possono accelerare l’usura;
– traumi precedenti: fratture o distorsioni del pollice possono predisporre all’artrosi negli anni successivi;
– fattori genetici: una predisposizione familiare può giocare un ruolo nel verificarsi di questa patologia.

Sintomi e conseguenze: i segnali da non ignorare.

Il sintomo principale della rizoartrosi è il dolore localizzato alla base del pollice, spesso descritto come una fitta profonda o un bruciore.

Nelle fasi iniziali, il dolore compare soprattutto durante o dopo sforzi specifici: girare una chiave nella serratura, aprire un barattolo, stringere una mano o sbucciare la frutta.

Con il progredire della malattia, potrebbero cominciare ad apparire altri segnali:
– gonfiore e arrossamento localizzati alla base del pollice;
– rigidità: difficoltà nei movimenti, specialmente al mattino;
– rumori articolari: scricchiolii o sensazione di “scatto” durante il movimento;
– perdita di forza: difficoltà a mantenere una presa salda sugli oggetti.

Se non trattata, la rizoartrosi può portare a conseguenze significative.
La deformità articolare può diventare visibile, con la base del pollice che appare prominente (il cosiddetto “pollice a zeta”). La conseguenza più grave è la progressiva limitazione della funzionalità della mano, con un impatto negativo sulla qualità della vita e sull’autonomia.

Ortesi Rhizofit TO2301 di Tenortho indossata sulla mano, tutore in materiale traspirante per la rizoartrosi nelle attività quotidiane
Ortesi Rhizoten III TO2205N di Tenortho applicata al pollice e al polso, tutore rigido per stabilizzare l’articolazione nella rizoartrosi

Come si tratta: dall’approccio conservativo alla chirurgia.

La diagnosi di rizoartrosi viene formulata dallo specialista ortopedico attraverso una visita clinica e confermata da una radiografia, utile per valutare il grado di usura dell’articolazione.

Il trattamento è personalizzato in base allo stadio della malattia e all’intensità dei sintomi. L’obiettivo primario è ridurre il dolore, frenare la degenerazione e preservare la funzione della mano.

L’approccio iniziale è quasi sempre conservativo:
– riposo e modifica delle attività: evitare gli sforzi che scatenano il dolore è fondamentale;
– farmaci: antinfiammatori (FANS) o analgesici possono essere prescritti per gestire le fasi acute;
– fisioterapia: esercizi specifici per rinforzare i muscoli della mano e migliorare la flessibilità;
– terapie fisiche: laserterapia, ultrasuoni o tecarterapia per ridurre l’infiammazione.
– infiltrazioni: acido ialuronico (per lubrificare l’articolazione) o corticosteroidi (per un potente effetto antinfiammatorio).

L’intervento chirurgico viene preso in considerazione solo quando i trattamenti conservativi non sono più efficaci e la qualità della vita è gravemente compromessa.

Il ruolo delle ortesi nel trattamento conservativo.

Nel percorso di gestione della rizoartrosi, le ortesi svolgono un ruolo cruciale.
Un tutore specifico per il pollice (spesso chiamato splint) ha la funzione di stabilizzare l’articolazione trapezio-metacarpale, mettendola a “riposo” e riducendo il carico durante i movimenti quotidiani.

Questo aiuta a:
– ridurre il dolore e l’infiammazione;
– prevenire il peggioramento della deformità;
– migliorare la funzionalità della mano, consentendo di svolgere le attività con meno fastidio.

In Tenortho, abbiamo sviluppato soluzioni specifiche per chi soffre di rizoartrosi. Le nostre ortesi, come la linea Rhizofit, sono progettate ergonomicamente per offrire il giusto equilibrio tra stabilità e comfort, utilizzando materiali traspiranti che rispettano la pelle.

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(Articolo a cura della redazione di Tenortho, con la supervisione del dott. Daniele Mazzoleni, medico chirurgo specializzato in Medicina Fisica e Riabilitativa.)

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