Riassunto
L’epicondilite laterale, comunemente detta “gomito del tennista”, non è un disturbo esclusivo degli sportivi: colpisce sempre più spesso chi lavora al computer, gli artigiani e chi compie movimenti ripetitivi con polso e avambraccio. In questo articolo scopriamo cause, sintomi e approccio conservativo al trattamento, con un focus sul ruolo delle ortesi (come Epic di Tenortho) nel supportare il recupero funzionale senza dover limitare le attività quotidiane.
L’epicondilite laterale, nota a tutti con il nome di “gomito del tennista”, è una delle condizioni muscolo-tendinee più diffuse a carico del gomito.
Si tratta di un’infiammazione (o, meglio, di una degenerazione funzionale) dei tendini che si inseriscono sull’epicondilo laterale dell’omero, cioè la sporgenza ossea situata sulla parte esterna del gomito. Questa infiammazione è spesso legata a movimenti ripetitivi del polso e dell’avambraccio.
Nonostante il soprannome, non riguarda esclusivamente chi pratica tennis. Al contrario, nella maggior parte dei casi interessa persone che non hanno mai impugnato una racchetta.
Chi colpisce davvero l’epicondilite: non solo sportivi.
Il termine “gomito del tennista” è rimasto nell’uso comune, ma può risultare fuorviante.
Infatti, l’epicondilite colpisce soprattutto:
– lavoratori che eseguono movimenti ripetitivi del braccio e del polso;
– chi utilizza frequentemente mouse e tastiera;
– artigiani (falegnami, elettricisti, idraulici);
– persone che sollevano o afferrano oggetti in modo ripetuto;
– ovviamente anche sportivi di racchetta, come tennisti e padelisti.
Negli ultimi anni, in particolare, è aumentata insieme alla crescente diffusione del padel, ma anche per la correlazione con l’uso prolungato di dispositivi digitali e posture scorrette mantenute nel tempo.

Perché si sviluppa l’epicondilite: il ruolo del sovraccarico.
L’epicondilite non nasce quasi mai da un singolo evento traumatico.
È piuttosto il risultato di un sovraccarico funzionale progressivo: piccoli stress ripetuti nel tempo che finiscono per alterare la capacità del tendine di adattarsi.
Il meccanismo tipico è questo:
movimenti ripetuti > micro-lesioni > infiammazione > dolore persistente.
Il dolore si manifesta spesso nella parte esterna del gomito e può irradiarsi lungo l’avambraccio, rendendo difficili anche gesti semplici come:
– stringere una mano;
– sollevare una bottiglia;
– ruotare una maniglia;
– usare il mouse.
I sintomi: come riconoscere l’epicondilite.
Il sintomo principale è il dolore localizzato sul lato esterno del gomito.
Spesso compare gradualmente e peggiora con l’uso del braccio.
Altri segnali frequenti possono includere:
– debolezza nella presa;
– dolore nei movimenti di estensione del polso;
– fastidio durante attività quotidiane ripetitive;
– rigidità mattutina o dopo inattività.
In molti casi, il dolore viene inizialmente sottovalutato, proprio perché non è legato a un trauma evidente.
Gestione e approccio conservativo.
La gestione dell’epicondilite è generalmente conservativa, soprattutto nelle fasi iniziali. L’obiettivo non è solo ridurre il dolore, ma favorire il recupero funzionale del tendine.
Le strategie più comuni includono:
– riduzione temporanea dei movimenti ripetitivi;
– fisioterapia mirata;
– esercizi di rinforzo progressivo;
– terapia fisica (quando indicata);
– utilizzo di supporti ortesici.
In questo percorso, il supporto esterno può giocare un ruolo importante nel ridurre il carico sul tendine durante le attività quotidiane, senza immobilizzare completamente l’articolazione.
Il ruolo delle ortesi nel trattamento dell’epicondilite.
Le ortesi non rappresentano una soluzione isolata, ma possono essere un valido supporto all’interno di un percorso più ampio.
Nel caso dell’epicondilite, sono un valido aiuto per:
– ridurre la tensione sui tendini;
– limitare il sovraccarico durante il movimento;
– accompagnare il recupero funzionale;
– permettere la continuità delle attività quotidiane
Nel trattamento dell’epicondilite, l’obiettivo non è “fermare” il movimento,
ma renderlo più sostenibile.


Una soluzione specifica: Epic.
Epic è l’ortesi progettata per il supporto nelle condizioni di sovraccarico dell’avambraccio e del gomito. Il suo ruolo è quello di contribuire alla gestione del carico funzionale, aiutando la persona a mantenere la propria attività quotidiana mentre affronta il percorso di recupero.
Epic non sostituisce il trattamento, ma si integra in esso come supporto funzionale.
Clicca qui per conoscere meglio Epic.
https://www.tenortho.com/prodotto/epic-to-2108/
(Articolo a cura della redazione di Tenortho, con la supervisione del dott. Daniele Mazzoleni, medico chirurgo specializzato in Medicina Fisica e Riabilitativa.)