Riassunto
I rischi muscolo-scheletrici delle professioni culinarie.
Cuochi e pasticceri sono tra i lavoratori più esposti a disturbi di colonna vertebrale, spalle, polsi e mani a causa di posture statiche prolungate, movimenti ripetitivi e condizioni ambientali sfavorevoli. L'articolo propone strategie preventive: variazione posturale, esercizi di stretching, organizzazione ergonomica del lavoro e utilizzo di ortesi specifiche per supportare il benessere fisico e la continuità lavorativa.
Il mondo della cucina è un universo di creatività, passione e impegno. Una disciplina in continua evoluzione, che coinvolge e appassiona, ma che richiede anche molta dedizione.
Cuochi e pasticceri lavorano spesso molte ore in piedi, immersi in un ambiente che esige precisione, velocità e gesti ripetitivi. Ma dietro a questa attività si nascondono anche rischi per la salute muscolo-scheletrica, spesso sottovalutati.

Postura e movimenti ripetitivi: i principali nemici di ossa, tendini e articolazioni.
Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Occupational Medicine nel 2019, i lavoratori della ristorazione sono tra quelli con il più alto rischio di disturbi muscolo-scheletrici, soprattutto per legati alla colonna vertebrale, alle spalle, ai polsi e alle mani. Questo rischio deriva principalmente da due fattori: la postura statica mantenuta per lunghi periodi e i movimenti ripetitivi.
Cuochi e pasticceri passano molte ore in piedi, spesso con la schiena piegata in avanti, mentre tagliano, mescolano, impastano o decorano. Questa posizione può causare sovraccarico sulla colonna vertebrale e dolori lombari.
Inoltre, la manipolazione continua degli utensili e delle materie prime sollecita tendini e articolazioni di mani, polsi e avambracci, aumentando il rischio di tendiniti, sindrome del tunnel carpale e altre infiammazioni.
Naturalmente, non è obbligatorio essere dei professionisti della cucina per essere esposti agli stessi rischi: anche chi cucina per diletto, specie se trascorre diverse ore ai fornelli e dedicata ogni giorno molto tempo a prepare pietanze, potrebbe incorrere nei medesimi inconvenienti.
Lavorare in ambienti caldi e umidi: uno stress per il corpo.
Un altro elemento da considerare quando si parla di professioni nell’ambito della ristorazione e rischi per la salute è l’ambiente della cucina, che spesso è caldo e umido. Queste condizioni, unite a ritmi intensi e pause limitate, possono contribuire ad aumentare la fatica muscolare e ridurre la capacità di recupero, aggravando così eventuali problemi muscolo-scheletrici.
Insomma, queste professioni sono altamente appaganti, ma il rischio di incorrere in problemi fisici è alto e la prevenzione diventa fondamentale.
Prevenzione e consigli pratici per proteggere il corpo.
Fortunatamente, esistono alcune semplici strategie che cuochi e pasticceri possono adottare per prendersi cura del proprio corpo, anche durante turni intensi. Vediamone alcune.
1. Variare la postura: è importante cercare di alternare momenti in piedi a brevi pause in cui è possibile sedersi o fare stretching leggero.
2. Eseguire esercizi di stretching e rafforzamento: prima, nelle piccole pause o dopo la propria attività, è salutare dedicare qualche minuto al risveglio muscolare per le spalle, schiena e polsi, favorendo la mobilità e la circolazione.
3. Supportare il corpo con l’uso di ortesi specifiche: in caso di dolori o infiammazioni, l’uso di tutori per polsi, gomiti o schiena può offrire il giusto supporto, prevenendo problemi più seri e favorendo il recupero.
4. Organizzare la postazione di lavoro in modo ergonomico: per essere efficienti, ma al tempo stesso dare la giusta attenzione al proprio benessere, è utile mantenere utensili e materie prime a portata di mano e ad altezza adeguata per ridurre piegamenti e torsioni eccessive.

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In Tenortho sappiamo quanto è importante sostenere chi ogni giorno si dedica con passione alla propria attività lavorativa. Anche per questo, progettiamo le nostre ortesi perché offrano sostegno ed efficacia, ma anche perché siano funzionali e confortevoli da indossare: non solo dispositivi ergonomici, ma veri strumenti di benessere realizzati per continuare a fare
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(Articolo a cura della redazione di Tenortho, con la supervisione del dott. Daniele Mazzoleni, medico chirurgo specializzato in Medicina Fisica e Riabilitativa.)
